COLORE: IL CHIARO-SCURO

COLORE: IL CHIARO-SCURO

Per chiaro/scuro si intende il rapporto di luce e ombra del soggetto da rappresentare. Imparare a modulare bene le sfumature tra le zone in ombra e quelle in luce permette di rendere l’idea di tridimensionalità.

Chiaro/scuro quindi non significa bianco e nero ma per semplicità conviene iniziare proprio da questi due poli estremi per evidenziare le innumerevoli gradazioni di tonalità, in questo caso di grigio, che si estendono tra loro e grazie alle quali si possono ottenere straordinarie sfumature nelle composizioni monocromatiche.

Un sapiente uso delle gradazioni tonali è fondamentale per dare tridimensionalità e carattere ai nostri soggetti. Specifici esercizi sul tema hanno il fine di acuire la sensibilità tonale di chi desidera imparare le tecniche basilari del disegno.

Un semplice esercizio che faccio fare ai miei allievi è quello di disegnare una griglia di quattro colonne (Fig. 1) e riempiendone i quadratini, creare una scala di grigi con diverse matite dalla mina più dura a quella più morbida (Fig. 2)

Per avere delucidazioni sulle matite consiglio di leggere questo articolo.

Comunque è bene tenere conto che in quest’arte hanno fondamentale importanza espressiva non tanto le esatte gradazioni, quanto i quasi impercettibili trapassi tonali.

In questo disegno di George Seurat, per esempio, la figura più che disegnata con segni di matita è stata “modellata” con lievi gradazioni di chiaro-scuro.

 

In questo articolo, un’applicazione pratica del chiaro/scuro e delle gradazioni tonali con le quali definire luci, ombre e mezzitoni

GAMMA TONALE DEL COLORE

È possibile realizzare intere composizioni chiaroscurali, usando diversi valori tonali, sia mediante un unico colore come ad esempio abbiamo visto con la sanguigna, sia attraverso l’utilizzo di più colori. Ogni colore ha infatti la sua gamma tonale.

Per semplicità, nell’esempio che segue continuiamo a far riferimento al bianco e nero come poli opposti con i quali evidenziare la gamma tonale dei tre colori primari – giallo, rosso e blu – che va dal chiaro, se nell’impasto viene aggiunto del bianco, allo scuro quando invece viene aggiunto del nero (Fig. 3)

Nella tabella si mette in risalto il fatto che i colori miscelati col bianco e con il nero perdono la loro luminosità. Luminosità che di fatto è diversa per ogni colore al suo massimo grado di saturazione, ossia quando è puro.

Ci tengo a precisare che quanto appena scritto e dimostrato tende  comunque a semplificare, riducendo a un concetto un mondo di variabili possibili.

Ogni colore più essere schiarito e scurito in modi diversi. Ad esempio con le matite colorate, così come con l’acquerello, il colore chiaro lo si ottiene sfruttando il bianco del foglio. Usando poco pigmento, anzi alle volte non usandolo proprio, il bianco del foglio sprigiona tutta la sua luminosità.

Lo stesso vale per il nero. Questo pigmento tende ad appiattire quando viene usato per coprire larghe campire; quindi è bene saperlo usare, dovesse servire per definire dei particolari o per dare una certa profondità in composizioni scure.

Sconsiglio comunque di usarlo negli impasti dei colori. Visti i risultati nella stessa griglia dimostrativa, eviterei di usare questo pigmento per scurire, a meno di voler proprio quel risultato particolare.

In alternativa una gamma di colori anche molto scuri, possiamo ottenerli miscelando i complementari tra loro. Si tratta di colori neutri, spenti, ma davvero di grande effetto specie se usati nelle zone d’ombra degli oggetti rappresentati.

Nell’immagine sottostante realizzata con le matite colorate, è interessante vedere la varietà di gradazioni neutre che possono tranquillamente prendere il posto del nero (Fig. 4)