LE OMBRE COLORATE

LE OMBRE COLORATE

Nel dipingere è bene dare alle ombre la giusta considerazione perché sono fondamentali per la resa del dipinto. Contribuiscono in maniera determinante nella resa dei colori scelti per la composizione e offrono quello spazio neutro in cui l’occhio può riposare e creare per contrasto o simultaneità altre tinte.

Pensare che l’ombra sia colorata non è poi così spontaneo a meno di avere l’occhio allenato dell’artista.
Per chi non è avvezzo e si accinge alla riproduzione di un soggetto l’istinto è quello di usare il nero per scurire il colore, ottenendo un risultato poco o per nulla soddisfacente.

OSSERVARE CON PAZIENZA

Se siete interessati alla magia del colore è molto utile imparare ad osservare attentamente tutto quello che ci circonda, ombre comprese. Viviamo una realtà tridimensionale, materica, dove le ombre sono invece immateriali, incorporee …

Non ingombrano, non occupano spazio e forse proprio per questa poca abitudine a farci caso, all’inizio vengono spesso tralasciate o trattate con poco riguardo, nei disegni e nei dipinti!

In un disegno o un dipinto invece, le ombre possono prendere corpo, diventare materia (pigmento e medium) e prendere vita con il colore.

Quindi imparare ad osservare tutte le ombre che troviamo è un ottimo allenamento, e provare ad individuare i colori che le compongono è un esercizio creativo.

Osservale. Come sono? Nette, sfumate, lunge, corte, chiare, scure … Scure sì, ma siamo sicuri siano proprio nere?

Tutte le ombre, anche le più scure, sono catalizzatori di colori. Dedicando il giusto tempo all’osservazione si impara a notare più facilmente le differenti sfumature. I colori che vi si riflettono possono appartenere all’oggetto la cui ombra si proietta, riflettersi dagli oggetti circostanti oppure, per effetto simultaneo, possono trasformarsi nel loro complementare. Trovi approfondimenti nel paragrafo: “Fenomeno di simultaneità” all’articolo L’ ARTE DE COLORE

Le ombre proprie sono quelle che determinano il volume dell’oggetto. Le ombre proiettate sono quelle che vengono proiettate su un piano d’appoggio o un oggetto vicino.

LE OMBRE COLORATE DEGLI IMPRESSIONISTI

È noto che l’invenzione dei tubetti di colore ha permesso agli artisti di uscire dagli atelier. Furono infatti proprio gli impressionisti che dipingendo all’aperto, impararono a scorgere e cogliere le sottili sfumature che la luce generava su ogni particolare intorno a loro. Furono proprio questi pittori “en plein air” a notare che all’interno delle ombre sono presenti sia i colori riflessi che i complementari.

Qui sotto un esempio tratto dalla celebre serie dei covoni realizzata da Claude Monet

Gli impressionisti dipingevano la vita nel suo scorrere. Il cambiamento della luce e il passare delle stagioni permetteva loro di scorgere chiaro/scuri colorati grazie alla stessa luce naturale che, a seconda delle ore del giorno, mutava l’aspetto dei soggetti ritratti. Applicando le giuste ombre colorate nella rappresentazione di un paesaggio indicavano un esatto momento della giornata o dell’anno. Spettacolari gli studi di Claude Monet sulla Cattedrale di Rouen, riprodotta nelle diverse ore del giorno e in diverse condizioni climatiche.

COME OTTENERE LE OMBRE COLORATE?

Si possono ottenere ombre brillanti, anche se scure, mescolando tra loro i tre primari: giallo, rosso, blu. Le gradazioni di colori neutri che si creano nell’impasto sono molto vicini al nero con la differenza che, a seconda della miscela, prendono inflessioni del primario dominante.

Possibile ottenerle anche miscelando tra loro i complementari – essendo il complementare di un primario sempre composto dagli altri due. Puoi approfondire all’articolo COLORE: I COMPLEMENTARI

ESERCIZIO

Di seguito alcuni passaggi fotografati durante la realizzazione del soggetto: la pera e le ombre sia proprie che proiettate. Ho utilizzato le cromie di due complementari: giallo e viola.

Se hai una piccola tela, i colori e qualche pennello, ti invito a provare.

In questa prima immagine, qui sotto, ho miscelato il giallo e il viola (ottenuto dalla mescolanza di rosso e blu) per mettere in evidenza come variando le dosi, a seconda della dominante colore, riesco ad ottenere una gamma di tinte neutre strettamente legate tra loro. Questo garantisce una buona pittura e una resa armonica del soggetto, come approfondito nell’articolo: LA RUOTA DEI COLORI

Inizio disegnando il soggetto con pochi tratti di matita sanguigna grassa.

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Nell’immagine qui sotto sono visibili nella tavolozza il viola, preparato mescolando i due primari rosso e il blu, e il giallo che è il terzo primario.

Ho fotografato questo primo stadio per mettere in evidenza come la dominante blu nell’impasto del viola mi ha permesso di creare un’ombra fredda, applicata alla parte in ombra della pera; mentre con la dominante rossa il viola dell’ombra proiettata è più caldo.

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Nella prossima immagine, dalla tavolozza si vede che ho realizzato altre mescolanze aggiungendo una quantità di giallo al rosso, per ottenere la calda tonalità giallo/arancio, e una quantità di giallo al blu, per creare il giallo/verde.

Nel dipinto mi sono attenuta al progetto iniziale mantenendo la scelta di usare le tinte più fredde per la parte in ombra della pera e quelle più calde per l’ombra proiettata sul piano d’appoggio.

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Nell’immagine che segue, tra la prima e la seconda foto, apparentemente uguali, ci sono in realtà delle sostanziali modifiche.

Mi sono accorta che l’ombra proiettata era diventata troppo larga rispetto alla forma della pera e anche cercando di allargare il frutto non funzionava proprio. Dovevo correggere! Il momento giusto per far entrare in scena il bianco usato oltre che per stemperare e alleggerire le tinte, anche sui punti di massima luce della pera.

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Nell’ultima immagine la tavolozza è stata man mano arricchita con il bianco e varie mescolanze ottenute dalla sua miscela con gli altri colori. Con soli quattro tubetti di colore ho potuto portare a termine l’esercizio senza bisogno del nero! Le ombre create in questo modo danno un effetto più morbido e molto vivace. Le gradazioni colorate regalano dinamicità al soggetto che vibra in armonia con le sue ombre.

Alla fine ho ridotto l’ombra proiettata sul piano d’appoggio aggiungendo bianco e mantenendo appositamente le pennellate visibili per dare l’idea di orizzontalità.

Ho anche aggiunto una leggera ombra sulla sinistra, ottenuta stemperando un goccino di viola con il bianco; un pallidissimo accenno per suggerire l’idea di una parete.